BULLI, NARCISI O MEDIOCRI I GRANDI DITTATORI QUANDO ERANO PICCOLI

di Giulia Villoresi

Fonte: Il Venerdì - 19/01/2018

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Mao, Pol Pot, Saddam... E Hitler, Stalin, Mussolini, Franco. Una psicologa indaga sull' infanzia dei tiranni. Bambini poco amati? Non sempre... Qualcuno era bibliomane. Qualcuno aveva il complesso dell'altezza. Molti avevano un nonno eroe, la maggior parte un padre alcolizzato. Tristi, patologiche, colme di presagi, le infanzie dei dittatori ci spingono a credere in un fato ineluttabile. Ma la scrittrice Véronique Chalmet lascia simili fantasie al lettore e in L'infanzia dei dittatori (Baldini&Castoldi) si limita a dipingere, con il distacco della criminologa, i primi anni di vita di dieci tiranni del XX secolo. Non si tratta necessariamente di anni drammatici. Gheddafi è cresciuto come un piccolo re, unico e viziatissimo erede maschio di due pastori della regione di Sirte. Figlio illegittimo, si dice, di un aviatore francese. Di probabile nascita adulterina anche Stalin e il dittatore ugandese Idi Amin Dada, omicida cannibale e grande cultore dei classici Disney (puerilità e ferocia vanno spesso a braccetto). L'infanzia del Generalissimo Franco è stata cupa ma tutto sommato accettabile, trascorsa senza svaghi accanto a una madre devotissima e un padre libertino, contuttoché fanatico della tradizione militare. Padre indegno, che Franco rinnegherà. Proprio come Hitler, che nel 1938 ordina alla Wehrmacht di distruggere il villaggio natale del padre per farne un poligono.