Giorgio Faletti Il suo inedito è un addio (e un’autobiografia)

di Antonio D'Orrico

Fonte: Il Corriere della Sera - 22/09/2017

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Era chiusa in un cassetto a doppia mandata. Dovrebbe essere l'ultima cosa compiuta scritta da Giorgio Faletti, lo scrittore morto tre anni fa. L'ha trovata la vedova. Bisogna sempre diffidare delle vedove degli autori (sia che siano mosse da motivi di odio, sia che siano mosse da motivi di amore), ma per Roberta Faletti sono disposto a fare un'eccezione. L'ultima storia di Giorgio (consentitemi la confidenza) sembra all'inizio una fiaba di genere catastrofico intitolata L'ultimo giorno di sole (Baldini&Castoldi). Un astronomo tedesco, Oskar Waldheimer, scopre, dopo svariati e complicati calcoli, che il sole sta per avere un'eruzione. La vittima principale dell'apocalisse annunciata sarà la Terra destinata a diventare un'enorme fornace come l'antica Pompei. I colleghi di Waldheimer non lo prendono sul serio e gli danno del pazzo, «del nazista, del comunista, del nichilista, dell'anticristo, del fondamentalista, dell'omofobo e del sessista». La moglie lo abbandona. L'equivalente tedesco della guardia di finanza lo sottopone a verifica fiscale e su Facebook vi lascio immaginare. Ma la profezia dell'astronomo è vera. I topi di tutto il mondo si riuniscono e si mettono in marcia verso i luoghi dove sperano di scampare all'apocalisse. Gli altri animali li seguono. Waldheimer viene prontamente riabilitato. Gli assegnano un premio Nobel last minute e riceve «140.000 proposte di matrimonio da tutte le parti del mondo». Le autorità decretano lo stato di emergenza planetaria e invitano le popolazioni a non lasciarsi prendere dal panico. Ottengono l'effetto contrario, sul pianeta è un fuggi fuggi sulle orme delle bestiole che si sono mosse per tempo.


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