Tra gli ingranaggi dell’abuso

di Elisabetta Rasy

Fonte: Il Sole 24 Ore - 15/10/2017

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Malgrado prestigiosi autori australiani, come Christina Stead e Patrick White, l'abbiano considerata una grande narratrice, Elizabeth Harrower non appartiene a quella schiera di autori considerati writer's writer , cioè quegli scrittori dalla sofisticata e intelligente ma non popolare scrittura apprezzati soprattutto dagli altri scrittori: fino agli anni Settanta in Australia, ma anche nel vasto mondo di lingua inglese, Harrower era letta da un pubblico ampio, stimata dai critici e sostenuta dagli editori. Poi il silenzio, per sua stessa decisione. Nel 1971, quando il suo romanzo In certain circles stava per essere pubblicato improvvisamente decise di ritirarlo, senza dare spiegazioni lo consegnò alla National Library of Australia e sparì dalla circolazione. Più tardi dichiarò che all'epoca sua madre era morta da poco e che questo lutto l'aveva paralizzata.A niente valsero incoraggiamenti e pressioni di scrittori amici, come appunto Patrick White, premio Nobel proprio in quegli anni (1973), a convincerla a ritornare sulla scena letteraria. Dopo quello, il quinto dei suoi romanzi, non si sentì più parlare di lei. Fino a quando, cinque anni fa, una coppia coraggiosa e colta di editori australiani decise di ritirare fuori i suoi testi e un coro di critici tra Australia, Stati Uniti e Inghilterra, sorpresi quanto ammirati, decretarono unanimemente che la misteriosa Harrower, nata nel 1928, era una delle più importanti scrittrici del Novecento.


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