IL MIO THRILLER CON IL CUORE

di Redazione

Fonte: Grazia - 19/04/2018

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È il 1985, una festa in una villa veneta finisce con una tragica scomparsa. E, 32 anni dopo, un'avvocatessa indaga. La bambina nel buio , di Antonella Boralevi, è un thriller al femminile: 600 pagine di colpi di scena, emozioni, segreti, in cui protagoniste sono le donne. Come mai ha scritto un giallo? «Non mi sono posta il problema del genere letterario: ho creato il libro che avrei voluto leggere tornando a casa la sera, di quelli che ti appassionano, e nello stesso tempo ti fanno fare un viaggio nell'animo umano». Le sue donne per amore arrivano a distruggersi. Ma la loro capacità d'amare è quello che le salva. «Uno dei temi del libro è questo: che cosa sei disposta a fare per amore. Vorrei che le mie lettrici, appassionandosi e divertendosi, attuassero una presa di coscienza: solo se stiamo in piedi da sole possiamo amare in modo maturo e non distruttivo. Fatto salvo che noi donne siamo programmate per pensare con il cuore». Perché tutti o quasi i personaggi nascondono dei misteri? «Nella vita è così. Non arrivi mai a carpire tutti i segreti di chi ti sta vicino, e neanche a dire tutta la verità a te stesso». Ha il sapore del giallo nordico. Si è ispirata a questo genere? «Amo molto Camilla Läckberg. Ma nel libro c'è la gioia di vivere e la bellezza dei nostri paesaggi. Un'opera così, un po' romanzo, un po' giallo, forse in Italia non c'era ancora».