Quando la vita in corsia riesce anche a far ridere

di Ilaria Ravarino

Fonte: Il Messaggero - 05/01/2018

Visualizza la recensione

LA NOVITÀ Mica è facile far ridere così: due funerali, un'ecografia, l'annuncio di un tumore. E tutto in pochi minuti. Precisamente: i primi cinque della prima puntata. Sembra passato un secolo dai tempi in cui Mattia Torre faceva satira sulla sanità in tv, ambientando la terza stagione di Boris, scritta insieme a Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, nelle corsie dell'ospedale fittizio di Medical Dimension. Era il 2010: la Rai non aveva ancora voglia di scommettere su format alternativi (Boris fu trasmesso da Fox), e Torre era in salute, prolifico autore con un'ampia e affezionatissima famiglia teatrale. STORIA VERA Sette anni dopo, sopravvissuto a un tumore scoperto per caso, Torre torna in tv con un vero medical drama, La linea verticale, ambientato in un vero ospedale, l'ospedale del Mare di Napoli, e tratto da una storia vera: la sua. E a coprodurre, oltre alla Wildside, c'è la Rai, che trasmetterà le otto puntate da domani in streaming su Rai Play e dal 13 gennaio su Rai 3. «È stata un'esperienza che mi ha travolto di testa e di pancia - racconta Valerio Mastandrea, protagonista della serie e amico storico di Torre - mi sono commosso spesso mentre giravamo. Alcune scene mi hanno devastato, non ero sicuro di essere in grado di affrontarle». La storia, già diventata un romanzo edito da Baldini e Castoldi, è quella di Luigi, padre in attesa del secondo figlio, costretto a trascorrere 20 giorni d'inferno in un reparto di oncologia, nella speranza che i medici riescano a controllare il tumore che lo ha aggredito all'improvviso.


Libri associati