Lotta di classe tra fratelli Fabbrica unico destino

di CRISTINA TAGLIETTI

Fonte: Corriere della Sera - La Lettura - 11/06/2017

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Industria Mansioni e conflitti nel romanzo dell'operaio-scrittore Eugenio Raspi dedicato all'acciaieria di Terni e alla sua «anima di metallo». Un racconto chiuso nel recinto dei capannoni , in cui il lavoro determina anche i rapporti familiari
Lingua e ritmo Non mancano i tecnicismi e i verbi sottolineano la routine. Le relazioni tra dipendenti sono tracciate con equilibrio
Resiste ancora, nella narrativa italiana, il «romanzo della fabbrica» che, come un sottilissimo rivolo carsico, va ad alimentare quel fiume tematico che è il lavoro, da anni dominato dalla rappresentazione del precariato.

La letteratura industriale a cui nel Novecento hanno contribuito molti scrittori italiani, da Ottieri a Volponi, da Bianciardi a Parise fino a La dismissione di Ermanno Rea che nel 2002 segna, per certi versi, la conclusione di quel genere, ha visto negli ultimi tempi alcune incursioni interessanti da parte di scrittori come Angelo Ferracuti, Stefano Valenti, Francesco Targhetta, e ha conosciuto declinazioni autobiografiche con le narrazioni di operai-scrittori come Andrea Cisi ( La piena , minimum fax) o Eugenio Raspi a cui si deve questo Inox.


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