L’ultima volta che ho avuto sedici anni

di Serena Romano

Fonte: scuolaw.it - 15/10/2015

“Mi chiamo Giovanni, ho quasi diciassette anni, porto occhiali con lenti spesse e ho superato da poco i centoventi chili. Mi chiamano ciccione, maiale, lurido porco, malato, merendina, grassone, cicciobomba, panzone, trippone, barile, latrina, lardoso e in un milione di altri modi anche se il soprannome che usano più spesso è Palla di lardo, come il personaggio del film”.

L’ultima volta che ho avuto 16 anni’ di Marino Buzzi è la storia di un ragazzo che esasperato dalle continue vessazioni dei compagni di classe decide di sparire. Il romanzo si apre con una fiaccolata organizzata per Giovanni, che osserva di nascosto e il cui sguardo si posa sui presenti al corteo: la preside della scuola, i professori, il bidello che più volte ha preso le sue difese, le ragazze della squadra di pallavolo, i compagni ed i loro genitori. Chissà se qualcuno ha sentito davvero la sua mancanza. Forse no. Giovanni osserva passare il corteo senza alcuna rabbia, perché si è lasciato tutto alle spalle: le botte le umiliazioni, le offese. Ha la tentazione di farsi vedere, ma in fondo sta bene così, invisibile, nell’ombra, dove può curarsi i lividi dell’anima perché sono quelli i più dolorosi (“Le botte si possono anche sopportare. Sono le parole a entrarti dentro e non uscire più”)...CONTINUA A LEGGERE


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