Requiem per una fabbrica

di Benedetta Centovalli

Fonte: L'indice - 04/09/2017

Visualizza la recensione

La prima vita di Eugenio Raspi è stata la fabbrica, la Acciai Speciali di Terni (AST), dove per più di vent'anni ha lavorato come tecnico specializzato. La seconda comincia a 47 anni, dopo il suo licenziamento nel 2014, con la ricerca senza risultato di una nuova collocazione lavorativa. La terza è la decisione di scrivere dell'acciaieria nell'attesa di un lavoro facendo dello scrivere un nuovo lavoro. Quella passione per la scrittura rimasta per tanti anni ai margini della sua vita - sono parole dell'autore consegnate a una lettera pubblicata da Concita De Gregorio su "La Repubblica" - ha preso per necessità il sopravvento, ha dettato le nuove regole della sua terza esistenza. Come se per mantenere il proprio sguardo dentro la fabbrica, dentro il luogo che lo aveva espulso, non restasse che celebrarla con il racconto di chi la conosce da vicino. Inox , finalista al Premio Calvino 2016, uscito nell'aprile di quest'anno per Baldini&Castoldi, è il romanzo di una cattedrale della siderurgia, l'Acciaieria di Terni, che da oltre un secolo trasforma cumuli di lamiere in rotoli di inossidabile, dalla pattumiera a una nuova vita in un ciclo continuo di trasformazione. Il romanzo racconta le vicende di una squadra, la C, addetta al Forno 3, sei persone che nel breve periodo che va da giugno a ottobre vivono il lento e inesorabile smantellamento della fabbrica che passa dalle mani tedesche (oggi la proprietà è ancora yssenKrupp) a quelle del nuovo acquirente russo (di fantasia dell'autore), in un destino incerto e sempre più condizionato dalle regole del profitto globalizzato


Libri associati