«Spiare le vite degli altri» l’arte della scrittura creativa secondo Raul Montanari

di Diego Pisati

Fonte: La Prealpina - 16/02/2017

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Ha 27 anni, un lavoro part time e per arrotondare affitta per brevi periodi il suo appartamento chiedendo ospitalità a un amico. Cura però i movimenti degli inquilini e, quando escono, rientra in casa di nascosto. Non per controllare se tutto è a posto ma per curiosare tra i loro oggetti e vestiti dando spazio all'immaginazione. Così Valerio, protagonista di "Sempre più vicino".
Il personaggio chiave di "Sempre più vicino" è incline al voyeurismo; solo un elemento per rafforzare gli effetti di quello che gli capita?
«Spiare le vite degli altri, guardare dal buco della serratura è quanto si fa in letteratura e, in fondo, per buona parte anche nella vita. Tanti scrittori, non limitandosi a questo, attingono alla realtà, rielaborando in modo personale quanto accade a persone a loro vicine o che semplicemente conoscono o ascoltano. Non faccio eccezione».
Spostando però il tutto nel suo campo preferito.
«Sì, il post noir. Questa è la quarta avventura di Ric Velardi, un detective che di certo non soffre di protagonismo; alle luci del palco preferisce il buio del dietro le quinte ma non può astenersi dall'intervenire. Anche perché diventa cliente di Valerio entrando in quel monolocale appartenuto a un uomo morto in odore di satanismo. Storia di denaro, con tanto di tesoro nascosto, amore e mistero ma c'è spazio anche per uno sguardo sulla precarietà della nostra società e sulla generazione derubata del suo futuro».


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