Quando il capo e un incubo

di Margherita Zannoni

Fonte: Focus - 23/11/2016

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Non ascolta, maltratta e offende chi lavora con lui. Ma vuole essere adulato. Come difendersi?
Autorevole, intelligente, disponibile all'ascolto e in grado di valorizzare le idee dei dipendenti: è questo il capo dei sogni. La dura realtà però è un'altra: nelle aziende e nelle organizzazioni, le leadership eccellenti sono più vicine all'eccezione che alla regola. E molto più frequente ritrovarsi un superiore prepotente e arrogante, sentirsi un po' come Fantozzi alle prese con il visconte Cobram, il "direttore totale". E questo per una ragione molto semplice: chi raggiunge un ruolo di potere quasi mai lo ottiene perché è una persona competente, brillante e con ottime capacità di leadership. Più spesso ci arriva perché è bravissimo a farlo credere. Senza esserlo. Inoltre, come ha sostenuto recentemente Adrian Furnham, docente di psicologia dell'University College di Londra e studioso delle dinamiche di management in The dark side of leadership ("Il lato oscuro del comando"), ai vertici delle aziende spesso siedono persone un po'... disturbate. Soprattutto sul piano dell'ego.


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