Costello ricorda (ed esagera un po’)

di Mario Bonaldi

Fonte: Rolling Stone - 01/05/2016

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Un memoir lungo oltre 800 pagine, a tratti difficile da seguire e senza una progressione cronologica: è l'opera monstre del cantautore inglese, che i fan ameranno di sicuro. Ma forse un condensato sarebbe più digeribile
Il terzo capitolo della poderosa autobiografia di Elvis Costello si intitola "Don't Start Me Talking", dal primo verso del celebre brano di Costello & The Attractions, Oliver's Army , pubblicato nel 1979. "Non fatemi iniziare a parlare" è una frase che costantemente riecheggia nelle orecchie del lettore, durante le 864 pagine di questo tomo firmato dal cantautore inglese, nato a Londra nel 1954 sotto il nome di Declan Patrick MacManus. Qualcuno deve averlo fatto iniziare, questo è sicuro: peccato che poi non si sia trovato un editor con il polso necessario per fermarlo, o quantomeno arginarlo un po'. Alle prese a sua volta con la propria storia, Morrissey e il suo ego erano riusciti a fermarsi a sole 480 pagine (in seguito, però, Moz ha potuto togliersi lo sfizio residuo con un romanzetto assurdo e quasi illeggibile, List of the Lost , ma è un altro discorso).


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