“Fucking Russians”. Parla Sergej, ucraino di 19 anni, a capo di una “squadra patriottica”

di Redazione

Fonte: Solferino 28 - Corriere della Sera - 25/03/2015

Le chiamano “squadre patriottiche”. Sono composte da giovani militanti ultranazionalisti. Il loro scopo: pattugliare le città, individuando gli attivisti filorussi e consegnandoli all’esercito e alla polizia. Sergej Moroz ha 19 anni e vive a Dnepropetrovsk (nella foto sopra, è quello a sinistra), nell’Ucraina centro-orientale. Da quasi un anno, ormai, la sua vita è consacrata alla politica. “Quella che si combatte nel mio Paese – racconta – non è una guerra civile, ma una vera e propria invasione militare. La Russia ci ha invasi, occupando il Donbass e finanziando le quinte colonne sovversive che operano dietro le nostre prime linee. Perciò ho deciso di scendere in campo, al fianco di molti miei amici”. Oggi Sergej è il comandante della “squadra patriottica” della sua città. Si è iscritto all’università di Kiev – facoltà di Scienze politiche – ma gli studi per il momento non lo interessano granché. Sogna un futuro all’estero, magari negli Stati Uniti, dove ha già vissuto per qualche mese durante gli anni del liceo. Sul suo futuro, tuttavia, grava un’ipoteca piuttosto massiccia: il sogno della vittoria finale. “Non me ne andrò dall’Ucraina finché l’ultimo degli invasori non avrà lasciato la nostra terra – assicura -. Fino ad allora, questo resterà il mio posto di combattimento”...CONTINUA A LEGGERE


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