Il nostro grido di dolore che il mondo non vuol sentire

di ENAIATOLLAH AKBARI

Fonte: La Repubblica - 05/09/2015

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Chissà che cosa sarebbe diventato, il piccolo Alan. Magari un bravo avvocato, o un grande chirurgo. Invece il destino l'ha fatto morire troppo presto, sulle coste della Turchia, dopo esser fuggito assieme ai genitori dal suo Paese e aver abbandonato il suo nido, distrutto dalle bombe. In questi mesi, purtroppo, la sfortuna si accanisce su tanti altri bimbi, che magari non riescono neanche ad avvicinarsi all'Europa, perché falciati prima dalla fame o dalla sete. Altri piccoli, e sono molti di più di quanto non si creda, muoiono al settimo o all'ottavo mese nella pancia di una madre così stremata da non riuscire a portare a termine la gravidanza.


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