Il pianista che suonò davanti alla fine del mondo

di Andrea Bajani

Fonte: La Repubblica - 31/03/2016

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Esce il primo romanzo di Maurizio Crosetti che racconta il legame tra la musica e la speranza. E si ispira alla figura dell'artista che si esibì per strada a Parigi il giorno dopo la strage del Bataclan.
Anni dopo aver fatto uscire Bach dalle corde del suo violoncello, tra i calcinacci del Muro di Berlino, Mstislav Rostropovich disse che non si era trattato di un atto politico. Nel frattempo quelle immagini avevano fatto il giro del mondo, e le Suite per violoncello erano diventate il sinonimo della bellezza che conficca la sua bandiera sulla cima della Storia. Eppure Rostropovich non smise mai di ripetere che sedersi su quella sedia, con alle spalle Mickey Mouse dipinto sopra un muro era stata una questione personale, era la sua ferita che tentava di rimarginarsi: un aereo preso d'istinto da Parigi e le note sullo spartito come punti di cesura in una storia personale piena di dolore. Si sedette, suonò come un artista di strada, molti probabilmente credettero che lo fosse, e questa fu forse la cosa più importante. Perché era un uomo che si sedeva lì come fa un uomo che cerca di capire.


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