«Imprimatur», best-seller scomodo

di Mario Bernardi Guardi

Fonte: Il Tempo - 27/09/2015

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Un intrigo nella Roma del Seicento, scritto da Monaldi e Sorti Innocenzo XI dipinto a tinte fosche: il romanzo sparì dalle librerie Pressioni vaticane? Il papa beato dell'età barocca e una trama giudicata scandalosa I due autori Marito e moglie hanno ideato uno scenario tra veleni e peste

Roma, settembre 1683. Gli uomini del Bargello, gli sbirri preposti all'ordine pubblico, arrivano alla locanda del Donzello, in via dell'Orso, nel cuore della Città Santa, stringendo in pugno assi e martelli, sigilli, catene e grossi chiodi. Si fanno largo gridando e gesticolando per significare ai passanti e ai crocchi di gente di sgomberare la strada. «Fate largo, si deve chiudere», gridano corrucciati e imperiosi. Sbarrare le porte della locanda? Con i nove pigionanti in attesa della cena come tutte le altre sere? E perché mai dovrebbero essere chiusi lì dentro? Cosa hanno fatto? Che cosa è successo? L'"incipit" di "Imprimatur" (Baldini & Castoldi, pp. 670, euro 18), scritto dalla coppia Rita Monaldi e Francesco Sorti, moglie e marito, crea uno scenario d'immediato impatto suggestivo. E infatti ne vedremo delle belle (o, se si preferisce, delle brutte).


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