Intervista a Francesca Marzia Esposito

di Francesca Mazzucato

Fonte: Books And Other Sorrow - D Repubblica - 25/05/2015

"La forma minima della felicità" è un romanzo dove il linguaggio raggiunge una precisione e una capacità sconcertante di mandare in frantumi tutti i luoghi comuni, i punti fermi, le attese. Dove e come nasce la tua scrittura? E soprattutto perché? Chiarezza, precisione, semplicità, nitore e il genere di compressione magica che arricchisce anziché indebolire. Quando scrivo ho sempre in mente questa frase. In Di carne e di nulla, nel saggio Decisorizzazione, Wallace parlando della sua particolare predilezione come lettore scrive che è incline a queste qualità. Chiarezza, precisione, semplicità, nitore e il genere di compressione magica che arricchisce anziché indebolire. Non è detto che ci riesca ma, quando mi metto a scrivere punto lì, ho in mente quella frase, è la regola che mi sono data, l’ho imparata a memoria, e segnata su un foglio infilzato da un puntina, sta lì, sul muro, come promemoria... CONTINUA A LEGGERE


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