Noir in riva al Tevere tra le faide dei clan e gli scarpini di Totti

di Paolo Rumiz

Fonte: La Repubblica - 13/10/2016

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"Assassinio sulla Palmiro Togliatti" di Marco Ciriello è un poliziesco barocco con la capitale unica, vera protagonista
Una metropoli "tenera e orribile", ingovernabile e malata, eppure "viva" nonostante le guerre tra cosche, l'inferno delle sue notti di periferia, le piscine e gli attici sfacciati, i ministri e le crisi di governo. È questa la Roma che appare nel fulminante romanzo giallo di Marco Ciriello - Assassinio sulla Palmiro Togliatti - opera pirotecnica e lapidaria, teatralmente quasi barocca eppure priva di superfluo, veloce fino al novantesimo, un finale coi botti simile alla scena conclusiva del film I Blues Brothers. Irpino, cinico e talvolta spietato, l'autore affronta la Città Eterna con la giusta distanza mediterranea e ne legge il millenario sconforto, come se si trattasse di una persona.
Personaggi da storia corale. Il clan dei Nigeriani e quello dei Russi, in competizione per il traffico della "roba"; il secondo, capitanato da un ex criminale di guerra in Cecenia che conserva sotto vuoto il cervello dei nemici uccisi.


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