PER DIRGLI “TI AMO” LO MANDO A QUEL PAESE

di Francesco Vicario

Fonte: Gente - 14/05/2016

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QUANDO SI SONO CONOSCIUTI NEL 1966, LEI AVEVA 25 ANNI E LUI 16. NEL1976, LE NOZZE BENEDETTE DALLA NANNINI. «IL NOSTRO SEGRETO? LITIGARE E POI DARCI LA MANO»

Per capire il loro equilibrio basta guardare gli anulari: niente fede. «Il Salerno non la mette, a me l'hanno rubata. Sono cose che capitano, voglio dire». E per Mara Maionchi quel «voglio dire» a chiudere la frase significa un bel chissenefrega. Tradotto: tra gli ingredienti di un buon matrimonio non c'è «l'anellino lucidato». Meglio, invece, mantenere viva la dialettica di coppia. «A dicembre festeggeremo quarant'anni che ci mandiamo a c...re con tanto amore». Eccola la dialettica, nel puro gergo Maionchi. Nel bel salotto della casa milanese di Mara e di suo marito Alberto Salerno non c'è traccia del decantato mulino, simbolo di perfezione domestica. Ci sono invece due paia di occhi, i loro occhi, che quando si incrociano, in un lampo, sanno dirsi tutto senza farsi capire dai presenti. Mara la conosciamo: è la discografica che ha scoperto fenomeni come Gianna Nannini e Tiziano Ferro, la talent scout prestata a X Factor. Alberto Salerno è assai noto dietro le quinte, meno dal pubblico. Oltre a condividere con Mara una carriera da produttore, ha scritto alcuni dei brani entrati nel patrimonio musicale collettivo. Un titolo su tutti: Io vagabondo. È figlio d'arte: suo padre Nisa è autore di capisaldi del repertorio napoletano portati al successo da Renato Carosone come Tu vuò fa l'americano, Torero e Pigliate 'na pastiglia. Insieme, moglie e marito hanno scritto un'autobiografia che si intitola gagliardamente Il primo anno va male, tutti gli altri sempre peggio, in cui eterne discussioni, tenerezze e pure un tradimento si intrecciano con 50 anni di musica italiana.


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