Fare il reporter di guerra nell’epoca dei social network

di Noemi Penna

Fonte: La Stampa - 10/11/2016

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«I reporter di guerra». «C'erano»: una correzione a penna, per mettere ancor più in evidenza le tante «Storie di un giornalismo in crisi, da Hemingway ai social network». Un secolo che ha visto l'apice del successo dei giornali, così come la loro fine. A far aprire gli occhi su quello che sta accadendo al mondo del giornalismo è Mimmo Càndito con il suo ultimo libro: un'edizione aggiornata e ampliata del volume che lo storico inviato e editorialista de La Stampa aveva pubblicato per la prima volta nel 2000, che presenterà questa sera alle 21 al Circolo dei lettori. La prefazione

«Dic ono che siamo in guerra, che è iniziata la Terza guerra mondiale. Michael Walzer dice anche che è una "guerra giusta", e papa Francesco la chiama "una guerra a pezzetti". Forse non è una guerra come noi la conosciamo; i droni lassù in alto, e quaggiù le teste sgozzate e le crocifissioni, ci sbattono addosso contraddizioni che non riusciamo a governare. Un pensiero premoderno e le nanotecnologie si misurano scontrandosi. Però missili, bombe, cannonate, i morti ammazzati a centinaia di migliaia, e una migrazione biblica che muove verso Nord interi popoli in fuga dalla loro tomba, ci chiedono di dare comunque un nome a quest'apocalisse».


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