Un canestro pieno di pensieri

di Stefano Pistolini

Fonte: Il Venerdi di Repubblica - 08/07/2016

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Il basket ha una valenza narrativa tutta sua. E per gli italiani un'epica speciale, grazie alla voce del telecronista Flavio Tranquillo. Che ora, in un libro, racconta anche la storia esemplare dei NY Rens
A pochi istanti dalla fne della già leggendaria gara 7 delle Nba Finals 2016 tra Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers, sul tremebondo punteggio di 89 pari, Andre Iguodala dei Warriors parte in contropiede e appoggia al canestro per segnare, non fosse che: «... si oscura la vallata! Cos'ha fatto Lebron James!! Quella è una Gioconda, non una stoppata!!», grida il telecronista Flavio Tranquillo, con la voce concitata e commossa di chi ha appena assistito a un autentico miracolo. Milanese, 54 anni, Tranquillo da 25 fa il telecronista, ma col tempo è diventato molto di più: l'uomo grazie al quale gli spettatori italiani hanno imparato ad apprezzare, in un modo che defniremmo «culturale», questa disciplina sportiva nella dimensione del contemporaneo. «È uno stile di conduzione che mi viene naturale al cento per cento» racconta lui. «È stata una mia evoluzione e ci fniscono dentro tanti fattori che m'interessano, al di fuori di questo sport: a forza di conoscere cose nuove, il magazzino dell'esperienza si amplia. E poi c'entra molto l'aver lavorato per anni con Federico Buffa», e questo è un doveroso omaggio all'amico-collega con cui Tranquillo a lungo ha diviso i microfoni e che per primo ha istillato nella cronaca di eventi di questo genere, la narrazione di scenari socioculturali di tutt'altra matrice. «Quando risento le cose vecchie, non mi riconosco. Ma voglio citare anche Dan Peterson: è stato lui il primo a capire che durante una telecronaca si potevano introdurre altri argomenti, ben oltre il match di giornata».


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