Essere un martire della scienza? Fu il trionfo mediatico di Galileo

di Monaldi&Sorti

Fonte: Il Giornale - 27/11/2016

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Il processo al grande astronomo si trasformò in strumento di promozione editoriale. Grazie al giurista Elia Diodati
Si svolgerà domani all'Archivio di Stato di Roma alle ore 11 il convegno «Verità e potere» in occasione della presentazione dei libri Dio e Cesare e Mysterium. Gli autori di Mysterium , Rita Monaldi e Francesco Sorti, interverranno sul processo a Galileo Galilei e sul suo rapporto con Elia Diodati, colui che promosse il «successo mediatico dello scienziato». In questa pagina hanno sintetizzato per noi il succo dei due interventi al convegno. Nessuno ha lasciato nella storia della scienza un'impronta profonda e duratura quanto Galileo. La divulgazione popolare nel corso dei secoli lo ha trasformato in un eroe solitario, costretto in ginocchio all'abiura. Lo schiaccia il papato minaccioso di Urbano VIII Barberini, custode di una visione cosmologica rozzamente oscurantista. Questo cliché centenario, ormai del tutto logoro, intaccato com'è dalle ricerche storiche e dalla riflessione epistemologica, ha recentemente subito un ulteriore colpo. Emerge infatti dall'entourage galileiano un personaggio decisivo: l'oriundo italiano Elia Diodati (1576-1661), influente "mediatore culturale" che saprà orientare a favore di Galileo l'opinione pubblica europea. Una premessa: sulla contrapposizione tra Galileo e la Chiesa, oggi chi ha voglia di leggere i documenti sa che in realtà la teoria copernicana era stata accettata dai Papi già decenni prima di Galileo.


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