Dietro il celestiale volto di una Madonna può nascondersi la mano di un pittore assassino o di uno stupratore? Autori che con i loro crimini hanno macchiato l’arte, ma le cui vicende nulla hanno tolto alla loro grandezza.
Non c’è solo Caravaggio a tingere le sue tele e la sua vita di sangue. O Cellini, condannato per efferati omicidi. In questo libro finiscono anche le vittime: la monaca rapita dall’artista frate Lippi e Artemisia Gentileschi, violentata da Agostino Tassi. C’è chi è schiavo delle passioni, come Raffaello, da morire, secondo i biografi, per troppo sesso. Chi è preda dei propri deliri: Borromini si trafigge con la spada; Bernini, per gelosia, fa sfregiare l’amante; Van Gogh si taglia un orecchio; Munch trasforma le sue allucinazioni nell’Urlo; Modigliani muore ubriaco e la compagna incinta si getta dalla finestra; Pollock, devastato dall’alcol, si schianta con l’auto.
In ogni capitolo di Arte criminale si entra nell’anima nera dei personaggi, con immagini che sottolineano il contrasto tra genio e sregolatezza. Vite borderline di artisti che realizzano opere sublimi e macchiano spesso le loro esistenze di rosso sangue.





